Stasera stavo cercando con google "come ricavare un logo da una foto". Mi piace trafficare con photoshop.
Avendo il suggerimento delle ricerche attivato, ho cominciato a scrivere la prima parola, che era "come".
Immediatamente, i primi suggerimenti che mi arrivano sono:
-Come scaricare musica
-Come vincere a ruzzle
Divertito dal giochino, mi invento qualche altro verbo, vediamo se il motore di ricerca mi dà soddisfazioni.
Con "diventare", ad esempio, viene fuori:
-Diventare hacker
-Diventare imprenditore
-Diventare ricchi
-Diventare insegnante (questa immagino che sia uno scherzo di google ai miei danni, credo sia vero ciò che dico nel post precedente, a questo punto)
Proviamo con "evitare":
-Evitare pagamento whatsapp
Con "vivere" esce invece:
-Vivere e viaggiare
-Vivere in Australia
Con "avere":
-Avere vent'anni
-Avere sempre freddo
Di qui, la mia analisi dell'utente medio di Google.
Svolgimento:
L'utente medio di google (d'ora in avanti u.m.d.g.) è generalmente un disoccupato di minimo minimo una cinquantina d'anni, che sente sempre freddo perchè soffre di circolazione. Gli piace ascoltare musica ma non molto pagarla, e a quanto pare gli piace molto sentirla sul telefonino, dato che ci gioca anche a ruzzle (e vuole anche vincere). L'obiettivo dell'u.m.d.g. è fare la bella vita diventando immediatamente ricco imbrogliando facendo l'hacker o anche in maniera legale - va bene persino fare l'imprenditore - ma, nel caso non ci riuscisse, è disposto persino a fare l'insegnante dato che nella cultura dell'u.m.d.g. l'insegnante non fa una mazza e prende una valanga di soldi.
U.m.d.g., hai tutto il mio disprezzo, anzi: ti dirò di più.
Ti meriti la grande coalizione.
domenica 12 maggio 2013
sabato 11 maggio 2013
LXXIV - Dimmi cosa penso
Ho letto un articolo che mi ha piuttosto turbato.
Secondo questo pezzo, Google avrebbe trovato il modo di controllare il pensiero espresso nella e-mail che stai mandando con gmail e avvisarti che "potrebbe procurarti problemi". Una specie di grillo parlante digitale, diciamo.
Qui potrei aprire una disamina lunga mesi, però la mia breve considerazione è la seguente: già di per sè non possiamo fare sempre quello che vogliamo. Per quale ragione dovremmo mai accettare d'essere controllati ANCHE da google (più di quanto non ci controlli già)?
Però forse la domanda era da porre in cinese.
Secondo questo pezzo, Google avrebbe trovato il modo di controllare il pensiero espresso nella e-mail che stai mandando con gmail e avvisarti che "potrebbe procurarti problemi". Una specie di grillo parlante digitale, diciamo.
Qui potrei aprire una disamina lunga mesi, però la mia breve considerazione è la seguente: già di per sè non possiamo fare sempre quello che vogliamo. Per quale ragione dovremmo mai accettare d'essere controllati ANCHE da google (più di quanto non ci controlli già)?
Però forse la domanda era da porre in cinese.
giovedì 9 maggio 2013
LXXIII - La città lombarda di Verona
I resoconti dei viaggi-distruzione, come c'era scritto sul diario di una mia conoscente, sono sempre difficili. Non sono Goethe, ma ci provo.
Vi sorprenderò, lettori. Nonostante l'aspra rivalità calcistica con Reggio, lungi da me voler parlare male della bella città "lombarda" come qualcuno ha detto. Dios mio.
Certo, la guida che abbiamo trovato aveva un temperamento un pò dittatoriale, ma chi non conosce la realtà dove lavoriamo non può immaginare a cosa si vada incontro.
E' come quelli che dicono "lavori solo 18 ore". Sè, fattele te diciotto ore come le mie, poi ne riparliamo.
Ad ogni modo, la città dell'Arena è tenuta bene, tanta storia. Questo è un altro punto a favore della mia teoria della proporzionalità inversa tra bellezza del luogo e carattere degli abitanti.
Sirmione. Soprattutto Sirmione è davvero un bel posto. Un sole meraviglioso, tanto verde, una città costruita su una bellissima isoletta che si stende sul lago di Garda, con due milioni di macchinoni NCC (noleggio con conducente) che passavano per le strade larghe un metro e mezzo della cittadina al confine col Veneto. Del resto, se è bello, non è bello solo per me, c'è da dire.
Segnalo inoltre che, essendo pieno di tedeschi e russi, un cedro costava sei (6) euro e la macchina dalla cilindrata più scarsina da quelle parti è il 1.8. Per la fredda cronaca, noi avevamo un autobus, quindi come cilindrata eravamo sopra (tiè).
Ogni viaggio, però, ti porta dentro qualcosa. Forse anche un pò di nervosismo (hai responsabilità, non ci nascondiamo dietro un dito), ma sicuramente aumenta la tua maturità, la tua pazienza, il riuscire ad apprezzare le cose anche più piccole e nascoste. E un bel panorama del lago mentre sei su una panchina ti ripaga del lavoro.
E forse sono queste, le cose che vanno apprezzate, chissà.
lunedì 6 maggio 2013
LXXII - Quel grandissimo galantuomo di Giulio Andreotti
Ammetto la mia ignoranza riguardo massoneria, P2, piano di rinascita democratica e quant'altro.
Siccome non sapevo molto io, suppongo che nemmeno gli altri sappiano granchè.
Ad ogni modo, la massoneria è semplicemente un'associazione, di per sè legale, nella quale i soci si confrontano su vari temi. Tipo il club dei miliardari di Zio Paperone, ma più reale.
La massoneria deviata è un'altra cosa. La Propaganda 2, detta P2 (poi P3 e P4) è stata un'associazione che ha convogliato dentro un pò tutto il gotha della politica italiana allo scopo di controllare l'Italia. Sembra una barzelletta, ma è andata veramente così.
Fa impressione leggere i componenti di questa simpatica loggia: Berlusconi in primis, poi Maurizio Costanzo, persino Alighiero Noschese e Claudio Villa. Avevano capito che il potere stava nell'affiliare anche personaggi della cultura popolare, e soprattutto del controllo totale dei politici e dei media.
Fa ancora più impressione, proprio per questo, leggere il piano di rinascita democratica. Cos'è? Un compendio di 53 punti, scritto da Licio Gelli, pistoiese capo della loggia massonica, da attuare a breve o a lungo termine, i cui punti principali si possono vedere qui. Vi consiglio davvero caldamente di leggere, rimarrete stupiti.
Per la precisione, alla P2 sono stati ricondotti: la strage dell'Italicus, la strage di Bologna, lo scandalo del Banco Ambrosiano, l'assassinio di Roberto Calvi, l'ipotetico assassinio di Albino Luciani (ovvero Papa Giovanni Paolo I), il depistaggio sul rapimento di Aldo Moro, l'assassinio di Carmine Pecorelli e alcune affiliazioni con lo scandalo di Tangentopoli.
Andreotti fu molto, molto amico di Licio Gelli, e fu accusato di essere addirittura il capo "in pectore" della P2, oltre che di un'altra loggia segreta chiamata "L'Anello", composta da agenti dei servizi segreti deviati, tramite tra la P2 di Gelli e Gladio, loggia facente capo a quell'altro galantuomo di Cossiga.
Da credente, un "Eterno Riposo" per la sua anima persa nei palazzi.
E di più, Dio mi perdoni, proprio non me la sento.
Siccome non sapevo molto io, suppongo che nemmeno gli altri sappiano granchè.
Ad ogni modo, la massoneria è semplicemente un'associazione, di per sè legale, nella quale i soci si confrontano su vari temi. Tipo il club dei miliardari di Zio Paperone, ma più reale.
La massoneria deviata è un'altra cosa. La Propaganda 2, detta P2 (poi P3 e P4) è stata un'associazione che ha convogliato dentro un pò tutto il gotha della politica italiana allo scopo di controllare l'Italia. Sembra una barzelletta, ma è andata veramente così.
Fa impressione leggere i componenti di questa simpatica loggia: Berlusconi in primis, poi Maurizio Costanzo, persino Alighiero Noschese e Claudio Villa. Avevano capito che il potere stava nell'affiliare anche personaggi della cultura popolare, e soprattutto del controllo totale dei politici e dei media.
Fa ancora più impressione, proprio per questo, leggere il piano di rinascita democratica. Cos'è? Un compendio di 53 punti, scritto da Licio Gelli, pistoiese capo della loggia massonica, da attuare a breve o a lungo termine, i cui punti principali si possono vedere qui. Vi consiglio davvero caldamente di leggere, rimarrete stupiti.
Per la precisione, alla P2 sono stati ricondotti: la strage dell'Italicus, la strage di Bologna, lo scandalo del Banco Ambrosiano, l'assassinio di Roberto Calvi, l'ipotetico assassinio di Albino Luciani (ovvero Papa Giovanni Paolo I), il depistaggio sul rapimento di Aldo Moro, l'assassinio di Carmine Pecorelli e alcune affiliazioni con lo scandalo di Tangentopoli.
Andreotti fu molto, molto amico di Licio Gelli, e fu accusato di essere addirittura il capo "in pectore" della P2, oltre che di un'altra loggia segreta chiamata "L'Anello", composta da agenti dei servizi segreti deviati, tramite tra la P2 di Gelli e Gladio, loggia facente capo a quell'altro galantuomo di Cossiga.
Da credente, un "Eterno Riposo" per la sua anima persa nei palazzi.
E di più, Dio mi perdoni, proprio non me la sento.
domenica 5 maggio 2013
LXXI - Enrico Letta
Non può starmi antipatico, Enrico Letta. Eppure potrebbe, come no?
Tra la pur bella Pisa e Livorno io ho sempre scelto la seconda. E lui è pisano.
E' nipote di Gianni Letta, mentore del pornonano. La famiglia non l'aiuta.
E' nel pd. No, vabbè, il pd non è portatore di antipatia, solo un pò di rabbia o pena, alle volte.
Eppure quest'omuncolo con la faccia da pediatra - come dice la Littizzetto - mi piace.
Ha un modo di parlare per il quale pare fermamente convinto che tutto andrà bene anche se gli litigano dietro ogni due secondi e mezzo sugli argomenti più idioti ed in Europa - sono convinto - ci guardano come se fossimo un manicomio di 60 milioni di persone (e come dar loro torto, peraltro)?
Non lo so, forse è vera la storia secondo la quale l'Italia, quando tutto sembra perduto, tira fuori il meglio e comincia a lavorare bene.
Diciamo che lo spero, più che altro.
Buon lavoro, doc.
Tra la pur bella Pisa e Livorno io ho sempre scelto la seconda. E lui è pisano.
E' nipote di Gianni Letta, mentore del pornonano. La famiglia non l'aiuta.
E' nel pd. No, vabbè, il pd non è portatore di antipatia, solo un pò di rabbia o pena, alle volte.
Eppure quest'omuncolo con la faccia da pediatra - come dice la Littizzetto - mi piace.
Ha un modo di parlare per il quale pare fermamente convinto che tutto andrà bene anche se gli litigano dietro ogni due secondi e mezzo sugli argomenti più idioti ed in Europa - sono convinto - ci guardano come se fossimo un manicomio di 60 milioni di persone (e come dar loro torto, peraltro)?
Non lo so, forse è vera la storia secondo la quale l'Italia, quando tutto sembra perduto, tira fuori il meglio e comincia a lavorare bene.
Diciamo che lo spero, più che altro.
Buon lavoro, doc.
venerdì 3 maggio 2013
LXX - Perchè, perchè / la domenica mi lasci sempre sola?
Urla, sfottò, interi minuti di conversazione: ogni tanto mi chiedo cosa ci trovi la gente nel calcio. Mi guardo in giro, e la risposta è che proprio non lo so.
Curioso, per essere uno a cui piace molto il calcio, vero?
Qualche studioso parla di "metafora dell'atto sessuale". Però sinceramente io fatico a vedere qualcosa del genere in un autogol, in un poker di Lewandowski, nel gol di Rigoni al 90°.
Considerando poi queste come metafore, allora immagino che a questo punto anche tagliare i rami degli alberi, riempire un pollo, cuocere dei fusilli, qualunque cosa possa essere letta come una metafora del genere. No, non è così. E smettetela di provare a trovare metafore sessuali per le cose che ho scritto, grazie.
E allora, perchè il calcio? Perchè fa attaccare così tanto la gente al punto da essere disperata dopo una sconfitta della quale non viene in tasca proprio niente?
Io ci ho pensato, e una motivazione me la sono data.
Nel medioevo avevamo le guerre tra città per il predominio locale (Firenze-Arezzo, Siena-Firenze, Pisa-resto del mondo). Poi, non bastando le guerre tra città siamo arrivati alle guerre tra nazioni, di cui ancora oggi fortunatamente ci ricordiamo per evitarle. Italia e Germania-resto del pianeta, Italia contro Germania ecc.
Non somiglia un pò a qualcosa?
Forse che nei campionati nazionali ancora non si odiano ancora Fiorentina e Siena? E nei mondiali non festeggiamo come dei pazzi dopo aver battuto Germania in semifinale e Francia in finale?
La mia teoria è che sia una componente di aggressività dell'uomo che è sempre esistita, e che quindi in qualche modo vada sfogata. Ieri con le guerre, oggi con le partite. Un Genoa-Sampdoria di oggi ricorda tanto un guelfi-ghibellini, senza arrivare ai guelfi bianchi-guelfi neri che non è il caso.
Non so se vederla come un avanzamento della nostra civiltà (non ci sgozziamo più per futili motivi) o come un indice di bassezza (gente che sporadicamente si ammazza di botte per dei milionari mercenari in pantaloncini corti). Il dubbio mi rimarrà, temo.
L'antidoto è sempre quello, ad ogni modo. Ogni volta che vi viene la tristezza per una sconfitta calcistica, ammesso che amiate il calcio, pensate che domattina la sveglia suonerà comunque per voi.
Brutale, forse, ma terapeutico.
Curioso, per essere uno a cui piace molto il calcio, vero?
Qualche studioso parla di "metafora dell'atto sessuale". Però sinceramente io fatico a vedere qualcosa del genere in un autogol, in un poker di Lewandowski, nel gol di Rigoni al 90°.
Considerando poi queste come metafore, allora immagino che a questo punto anche tagliare i rami degli alberi, riempire un pollo, cuocere dei fusilli, qualunque cosa possa essere letta come una metafora del genere. No, non è così. E smettetela di provare a trovare metafore sessuali per le cose che ho scritto, grazie.
E allora, perchè il calcio? Perchè fa attaccare così tanto la gente al punto da essere disperata dopo una sconfitta della quale non viene in tasca proprio niente?
Io ci ho pensato, e una motivazione me la sono data.
Nel medioevo avevamo le guerre tra città per il predominio locale (Firenze-Arezzo, Siena-Firenze, Pisa-resto del mondo). Poi, non bastando le guerre tra città siamo arrivati alle guerre tra nazioni, di cui ancora oggi fortunatamente ci ricordiamo per evitarle. Italia e Germania-resto del pianeta, Italia contro Germania ecc.
Non somiglia un pò a qualcosa?
Forse che nei campionati nazionali ancora non si odiano ancora Fiorentina e Siena? E nei mondiali non festeggiamo come dei pazzi dopo aver battuto Germania in semifinale e Francia in finale?
La mia teoria è che sia una componente di aggressività dell'uomo che è sempre esistita, e che quindi in qualche modo vada sfogata. Ieri con le guerre, oggi con le partite. Un Genoa-Sampdoria di oggi ricorda tanto un guelfi-ghibellini, senza arrivare ai guelfi bianchi-guelfi neri che non è il caso.
Non so se vederla come un avanzamento della nostra civiltà (non ci sgozziamo più per futili motivi) o come un indice di bassezza (gente che sporadicamente si ammazza di botte per dei milionari mercenari in pantaloncini corti). Il dubbio mi rimarrà, temo.
L'antidoto è sempre quello, ad ogni modo. Ogni volta che vi viene la tristezza per una sconfitta calcistica, ammesso che amiate il calcio, pensate che domattina la sveglia suonerà comunque per voi.
Brutale, forse, ma terapeutico.
giovedì 2 maggio 2013
LXIX - Un gran bel libro da leggere
Prendete un frullatore e buttateci dentro un pò di gocce di calmante, duecento grammi di follia pura e un gran bell'alone di mistero. Poi andate a New York e versate il composto un pò sul marciapiede, un pò sui muri delle case, e il resto nell'Hudson. Questa è la "Trilogia di New York" di Paul Auster, e io non so proprio definirlo meglio.
Tre casi appassionanti, cervellotici, quasi da malattia mentale. Un libro che riesce a trasportare dalla parte più oscura e allucinante della mente fino al chiaro, al "plein air" di una mattina di sole newyorkese, con l'odore di muffin e caffè bollente venduto per strada in quella sorta di bicchieroni buoni solo per la coca cola in aeroporto.
Un libro che ti trasporta, che tu lo voglia oppure no, in un'atmosfera dove non si capisce quanto ci sia di vero e quanto di inventato. Quanto Auster veda realmente dalla finestra e quanto sia frutto della sua fantasia. Un puzzle che è anche un bel ritratto dell'America e delle sue fissazioni, manie, forse anche seminfermità mentali quotidiane.
Leggetelo e sappiatemi dire.
Tre casi appassionanti, cervellotici, quasi da malattia mentale. Un libro che riesce a trasportare dalla parte più oscura e allucinante della mente fino al chiaro, al "plein air" di una mattina di sole newyorkese, con l'odore di muffin e caffè bollente venduto per strada in quella sorta di bicchieroni buoni solo per la coca cola in aeroporto.
Un libro che ti trasporta, che tu lo voglia oppure no, in un'atmosfera dove non si capisce quanto ci sia di vero e quanto di inventato. Quanto Auster veda realmente dalla finestra e quanto sia frutto della sua fantasia. Un puzzle che è anche un bel ritratto dell'America e delle sue fissazioni, manie, forse anche seminfermità mentali quotidiane.
Leggetelo e sappiatemi dire.
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