Signori, in carrozza!
Si parte verso nuove avventure, dato che il mondo pare non sia finito, alla faccia di Giacobbo e dei maya.
A parte tutto, io vorrei proprio capire ora chi è andato in quel paesino dei Pirenei che cosa ci farà lassù. Sarà già sceso o aspetterà un'altra ora e mezza? Boh.
Con questo dubbio amletico io vorrei augurare buon Natale e felice anno nuovo a tutti i lettori (pochini forse, ma buoni) della Nuova Stazione. Sono felice che voi siate qui a leggere, anche se alle volte forse ci si lascia un pò prendere la mano.
Felice Natale davvero a tutti voi. Possiate passarlo bene, con chi vi pare, ma soprattutto con tonnellate di torroncini, pitrali, maccarruni i casa e pasta cu pisci (possibilmente, cu brecciu ammenzu e denti, che fa sempre molto Natale).
Ci si sente nel 2013. Fate i bravi.
venerdì 21 dicembre 2012
giovedì 20 dicembre 2012
XXIII - Letterina di Natale!
Pare proprio che Natale stia arrivando.
Quest'anno lo sento un pò di più, sarà la neve, saranno quegli esseri che lavorano con me: loro sì, lo sentono, e forse me lo trasmettono. Chissà.
Comunque, dato che in volo, se Babbo Natale non esiste, rimane solo l'asteroide Toutatis, scriverò una letterina a lui. Eccola qui, per voi.
Ciao Toutatis, come va?
Pare tu sia già passato, con mio sommo disappunto.
Siccome ho fatto il bravo, ti prego di non piombare sulla nostra testa: devo ancora fare un pò di cose. Poi oltretutto gli stipendi li pagano dopo il 21, quindi, dato che c'è anche la tredicesima (poca), mi girerebbero anche un pò le palle, se posso essere volgare. Non è vero che non facciamo un c***o dalla mattina alla sera, e di lavorare per avere in cambio un'esplosione nucleare proprio non mi va, grazie.
Se proprio devi, caro Toutatis, e non ci possiamo proprio far nulla, ti prego di temporeggiare ancora (che so io, vai e pigliati un caffè, fatti un giro, vedi se trovi un Carrefour aperto...) e se riesci la mia richiesta sarebbe di piombare sul "Santiago Bernabeu" durante Real-Manchester United di Champions. Così ce ne leviamo due in una botta sola, e via. Se poi riesci a staccare un pezzettino e tirarlo sull'Old Trafford mi va anche meglio, però fai tu. Mi pare di chiedere troppo.
Non fare regali a me, che ho tutto. Porta un pò di luce ai politici e ai cittadini della mia città. O anche ai politici cittadini della mia città, il che sarebbe l'ideale, dati i milioni di buco che ha.
Fai che riusciamo, per una notte, a sentirci un pò tutti più buoni. Sì, anche quello basso basso che va in giro a dire put****te, fai che per Natale sia felice anche lui.
Se poi non dovessi passare, tanto meglio.
Fai il favore di passare la letterina al tuo collega grasso e grosso, quell'avvinnazzato finlandese vestito di rosso perchè gliel'ha detto la Coca-Cola (giuro, questa è vera).
Ti auguro un felice Natale, e salutami caramente le pleiadi, dovessi mai vederle.
Fabio.
Quest'anno lo sento un pò di più, sarà la neve, saranno quegli esseri che lavorano con me: loro sì, lo sentono, e forse me lo trasmettono. Chissà.
Comunque, dato che in volo, se Babbo Natale non esiste, rimane solo l'asteroide Toutatis, scriverò una letterina a lui. Eccola qui, per voi.
Ciao Toutatis, come va?
Pare tu sia già passato, con mio sommo disappunto.
Siccome ho fatto il bravo, ti prego di non piombare sulla nostra testa: devo ancora fare un pò di cose. Poi oltretutto gli stipendi li pagano dopo il 21, quindi, dato che c'è anche la tredicesima (poca), mi girerebbero anche un pò le palle, se posso essere volgare. Non è vero che non facciamo un c***o dalla mattina alla sera, e di lavorare per avere in cambio un'esplosione nucleare proprio non mi va, grazie.
Se proprio devi, caro Toutatis, e non ci possiamo proprio far nulla, ti prego di temporeggiare ancora (che so io, vai e pigliati un caffè, fatti un giro, vedi se trovi un Carrefour aperto...) e se riesci la mia richiesta sarebbe di piombare sul "Santiago Bernabeu" durante Real-Manchester United di Champions. Così ce ne leviamo due in una botta sola, e via. Se poi riesci a staccare un pezzettino e tirarlo sull'Old Trafford mi va anche meglio, però fai tu. Mi pare di chiedere troppo.
Non fare regali a me, che ho tutto. Porta un pò di luce ai politici e ai cittadini della mia città. O anche ai politici cittadini della mia città, il che sarebbe l'ideale, dati i milioni di buco che ha.
Fai che riusciamo, per una notte, a sentirci un pò tutti più buoni. Sì, anche quello basso basso che va in giro a dire put****te, fai che per Natale sia felice anche lui.
Se poi non dovessi passare, tanto meglio.
Fai il favore di passare la letterina al tuo collega grasso e grosso, quell'avvinnazzato finlandese vestito di rosso perchè gliel'ha detto la Coca-Cola (giuro, questa è vera).
Ti auguro un felice Natale, e salutami caramente le pleiadi, dovessi mai vederle.
Fabio.
mercoledì 19 dicembre 2012
XXII - Pronti, partenza, via
Parrà strano. Però a me Fibra piace.
Torniamo al discorso di ieri del commerciale, addirittura in questo caso il commerciale va contro praticamente tutta la società. Però vende, quindi va bene. Paradossi.
Questa canzone si chiama "pronti, partenza, via". Non è molto diverso, come stile, dai testi di "Controcultura" (gran disco, consiglio di sentirlo a chiunque). Fibra è cinico quanto volete, ma vi sbatte in faccia l'Italia, e la riassume meglio di un discorso di un politico. Il tutto in tre minuti e quarantadue secondi.
La canzone non è ancora disponibile su Youtube. Però metti, come tutto, ci sono sempre dei POSTI dove trovarla.
Che poi abbia pezzi volgari... ci sta. Fibra non è un'educanda.
Anche i Più Grandi Di Tutti facevano i coretti "tit, tit" in "Girl".
Coda, timbro, firma, passa.
Torniamo al discorso di ieri del commerciale, addirittura in questo caso il commerciale va contro praticamente tutta la società. Però vende, quindi va bene. Paradossi.
Questa canzone si chiama "pronti, partenza, via". Non è molto diverso, come stile, dai testi di "Controcultura" (gran disco, consiglio di sentirlo a chiunque). Fibra è cinico quanto volete, ma vi sbatte in faccia l'Italia, e la riassume meglio di un discorso di un politico. Il tutto in tre minuti e quarantadue secondi.
La canzone non è ancora disponibile su Youtube. Però metti, come tutto, ci sono sempre dei POSTI dove trovarla.
Che poi abbia pezzi volgari... ci sta. Fibra non è un'educanda.
Anche i Più Grandi Di Tutti facevano i coretti "tit, tit" in "Girl".
Coda, timbro, firma, passa.
martedì 18 dicembre 2012
XXI - L'altezza che si abbassa
Oggi ho in mente un concetto che mi è abbastanza caro. Diciamolo subito, và.
L'originalità a tutti i costi rende mediocri.
Mi è venuto in mente perchè ho letto da qualche parte che "finalmente Benigni è stato in televisione, non vedevo tutti gli stati di facebook coordinati da un bel pò di tempo".
Io rispetto tutte le opinioni, ma detto francamente questa mi pare una gran c***ata.
Faccio un esempio.
Dalì ci dipinge "La persistenza nella memoria". O mettete la "Notte Stellata" di Van Gogh.
Mettete che tutti ne parlino, per un giorno nella loro vita (poi si sa, le cose "leggere" o comunque quotidiane prendono sempre il sopravvento). Pare così brutto che una cosa "alta" prenda l'attenzione generale, per una volta? Evidentemente sì.
Sono le stesse persone alle quali fanno schifo i gruppi "commerciali", senza ricordarsi che i Beatles e gli Stones lo erano. Persino Hendrix era commerciale. Hitchcock era commerciale. Non ricordo un solo film "d'essai" che abbia lasciato una traccia nella mia vita d'ogni giorno. Forse la mia vita è povera, è probabile anche questo, chi può dirlo. Sono uno che va a congelare a San Siro, un motivo ci sarà.
Che poi la commercializzazione di tutto sminuisca le cose è vero. Ma non per forza dobbiamo pensare che se tutti fanno una cosa, questa automaticamente faccia schifo.
Anche perchè respirare è molto mainstream.
L'originalità a tutti i costi rende mediocri.
Mi è venuto in mente perchè ho letto da qualche parte che "finalmente Benigni è stato in televisione, non vedevo tutti gli stati di facebook coordinati da un bel pò di tempo".
Io rispetto tutte le opinioni, ma detto francamente questa mi pare una gran c***ata.
Faccio un esempio.
Dalì ci dipinge "La persistenza nella memoria". O mettete la "Notte Stellata" di Van Gogh.
Mettete che tutti ne parlino, per un giorno nella loro vita (poi si sa, le cose "leggere" o comunque quotidiane prendono sempre il sopravvento). Pare così brutto che una cosa "alta" prenda l'attenzione generale, per una volta? Evidentemente sì.
Sono le stesse persone alle quali fanno schifo i gruppi "commerciali", senza ricordarsi che i Beatles e gli Stones lo erano. Persino Hendrix era commerciale. Hitchcock era commerciale. Non ricordo un solo film "d'essai" che abbia lasciato una traccia nella mia vita d'ogni giorno. Forse la mia vita è povera, è probabile anche questo, chi può dirlo. Sono uno che va a congelare a San Siro, un motivo ci sarà.
Che poi la commercializzazione di tutto sminuisca le cose è vero. Ma non per forza dobbiamo pensare che se tutti fanno una cosa, questa automaticamente faccia schifo.
Anche perchè respirare è molto mainstream.
lunedì 17 dicembre 2012
XX - Trucchetti anti invasione
17/12/12, quattro giorni alla fine del mondo. E ora?
Cosa potremmo mai fare in quattro semplicissimi giorni? Dire, fare, baciare, testamento? (Lettera? Quale lettera?)
Certo che sarebbe un bel colpo arrivassero gli alieni. Metti che uno guardi un telegiornale con te. Tu seduto sulla sedia di finta paglia e l'omino verde che, sorseggiando un succo d'ananas - gli alieni sono astemi - ti dice "Ma davvero fate morire di fame la gente in Africa?" (l'alieno è un tipo sveglio, la lingua la sa).
e tu che cerchi di rispondere con qualche tipo di umana logica tipo "Se c'è il ricco ci dev'essere anche il povero", sentendoti male nello stesso momento nel quale lo dici.
Poi l'alieno potrebbe chiederci conto di molte cose: dell'inquinamento (da sopra vedono la m***a che scarichiamo), di che cos'è quella carta che ci scambiamo e per la quale facciamo morire di fame la gente, di cos'è quella polvere bianca dentro quei sacchetti, del perchè ventidue persone corrano dietro una sfera su un prato finto mentre altre ottantamila gridano qualcosa contro le mamme di cinquemila vestiti in maniera diversa, o ancora chi è quel tizio alto come lui che cambia idea un giorno sì e l'altro pure, e hai voglia a dirgli che non ha sbagliato lui a capire perchè non sa bene la lingua, ma è proprio giusto così. Povero alieno.
Insomma, non sarebbe facile facile, da capire, sto mondo, per i bassi esserini verdi dagli occhioni neri.
Che sia tutto un trucco per evitare d'essere invasi - penserebbe l'extraterrestre? Recitano bene, sti terrestri!
Ad ogni modo, lettori della "Nuova Stazione", tra il serio e il faceto potrete facilmente acquistare i kit per la fine del mondo di diverse Nazioni. Vorrei sottolineare che quello russo, oltre alle cose indispensabili, ha dentro anche una bottiglia di vodka, sempre utile per passare in maniera lieta le ultime ore.
Cose da pazzi...
Cosa potremmo mai fare in quattro semplicissimi giorni? Dire, fare, baciare, testamento? (Lettera? Quale lettera?)
Certo che sarebbe un bel colpo arrivassero gli alieni. Metti che uno guardi un telegiornale con te. Tu seduto sulla sedia di finta paglia e l'omino verde che, sorseggiando un succo d'ananas - gli alieni sono astemi - ti dice "Ma davvero fate morire di fame la gente in Africa?" (l'alieno è un tipo sveglio, la lingua la sa).
e tu che cerchi di rispondere con qualche tipo di umana logica tipo "Se c'è il ricco ci dev'essere anche il povero", sentendoti male nello stesso momento nel quale lo dici.
Poi l'alieno potrebbe chiederci conto di molte cose: dell'inquinamento (da sopra vedono la m***a che scarichiamo), di che cos'è quella carta che ci scambiamo e per la quale facciamo morire di fame la gente, di cos'è quella polvere bianca dentro quei sacchetti, del perchè ventidue persone corrano dietro una sfera su un prato finto mentre altre ottantamila gridano qualcosa contro le mamme di cinquemila vestiti in maniera diversa, o ancora chi è quel tizio alto come lui che cambia idea un giorno sì e l'altro pure, e hai voglia a dirgli che non ha sbagliato lui a capire perchè non sa bene la lingua, ma è proprio giusto così. Povero alieno.
Insomma, non sarebbe facile facile, da capire, sto mondo, per i bassi esserini verdi dagli occhioni neri.
Che sia tutto un trucco per evitare d'essere invasi - penserebbe l'extraterrestre? Recitano bene, sti terrestri!
Ad ogni modo, lettori della "Nuova Stazione", tra il serio e il faceto potrete facilmente acquistare i kit per la fine del mondo di diverse Nazioni. Vorrei sottolineare che quello russo, oltre alle cose indispensabili, ha dentro anche una bottiglia di vodka, sempre utile per passare in maniera lieta le ultime ore.
Cose da pazzi...
domenica 16 dicembre 2012
XIX - Eroi di tutti i giorni
La storia dei bambini morti negli USA la sapete tutti. I mass media ne hanno parlato anche troppo morbosamente e diffusamente; inutile, quindi che ve la ripeta.
Victoria, l'ormai nota maestra elementare di quella scuola di Newtown, ci mostra un lato dell'insegnamento che qualcuno, anche della categoria stessa, mostra di negare: l'attaccamento ai bambini/ragazzini/ragazzi. Non parlo di alunni, notare. Bambini. Ragazzini. Ragazzi. E' molto diverso.
Perchè fondamentalmente se una maestra si fa trovare in classe dopo aver nascosto i bambini negli armadi e si fa sparare a bruciapelo da un folle è come minimo attaccata a quelle vite. Per me si va oltre l'insegnamento, è più qualcosa di vicino a Padre Kolbe, che all'essere una semplice dipendente statale.
Prego e spero che il sacrificio di questa eroina di tutti i giorni, e come lei Dio solo sa quanti ce ne siano, non rimanga vano. Non sia una cosa della quale tutti si dimenticano dopo una settimana, tra l'arrosto che brucia, i regali da fare e la lite col collega.
Che tu possa esserci d'esempio, a noi che alle volte abbiamo paura.
Riposa in pace.
Victoria, l'ormai nota maestra elementare di quella scuola di Newtown, ci mostra un lato dell'insegnamento che qualcuno, anche della categoria stessa, mostra di negare: l'attaccamento ai bambini/ragazzini/ragazzi. Non parlo di alunni, notare. Bambini. Ragazzini. Ragazzi. E' molto diverso.
Perchè fondamentalmente se una maestra si fa trovare in classe dopo aver nascosto i bambini negli armadi e si fa sparare a bruciapelo da un folle è come minimo attaccata a quelle vite. Per me si va oltre l'insegnamento, è più qualcosa di vicino a Padre Kolbe, che all'essere una semplice dipendente statale.
Prego e spero che il sacrificio di questa eroina di tutti i giorni, e come lei Dio solo sa quanti ce ne siano, non rimanga vano. Non sia una cosa della quale tutti si dimenticano dopo una settimana, tra l'arrosto che brucia, i regali da fare e la lite col collega.
Che tu possa esserci d'esempio, a noi che alle volte abbiamo paura.
Riposa in pace.
giovedì 13 dicembre 2012
XVIII - Per la seminfermità mentale
Stasera a San Siro la mia squadra gioca, forse per una delle ultime volte nel decennio, contro una big del calcio mondiale. La situazione la si può vedere in qualunque classifica, siamo quintultimi in serie B, probabilmente è una delle peggiori squadre che abbiamo avuto negli ultimi 20-30 anni.
Non che speri che si vinca. Tutt'altro, anzi, speriamo di non prenderne più di tre, anche se mi pare difficile (il nostro portiere gioca addirittura col dito rotto, siamo a posto). Spero solamente di passare una bella serata di calcio, ovviamente nel clima natalizio amplificato dalla simpatica neve che dovrebbe cadere.
Perchè lo si fa? Boh. Ad essere sinceri ed onesti non c'è nulla di razionale in tutto questo. Per quale ragione uno, sapendo di perdere, va a vedere la sua squadra in mezzo ad un freddo che se hai un pensiero te lo ghiaccia e te lo fa cadere in testa provocandoti un trauma cranico? Non lo so, non lo so proprio.
In fondo la segreta speranza perlomeno di una bella partita c'è sempre. Perlomeno di fargli prendere uno spavento.
In realtà il vero motivo è la seminfermità mentale. Se dovessi mai ammazzare qualcuno, basta che gli si faccia vedere il biglietto di una partita di coppa Italia giocata un giovedì sera che nevicava e sicuramente in carcere non ci passerei nemmeno una notte.
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